Vorrà Dire Qualcosa?
May 24th, 2010 by Leonardo
L’informazione pubblica, intesa come quell’informazione che passa per i canali ufficiali e più autorevoli di televisione e stampa, è uno dei più grandi disservizi esistenti, ben peggio degli uffici di collocamento (che sembra servano a collocare solo i propri dipendenti). Quando si è scatenata la bufera che nell’ultimo paio di settimane ha sbattuto le Borse giù (e pure ogni tanto rialzate, ma questo spesso sfugge), si è data la colpa a tante cose, tra cui agenzie di Rating e (come esimersi?) la speculazione.
Come chiede Perotti sul Sole24Ore dell’8/5 u.s. “il mondo della speculazione aspettava il report di Moody’s per vendere?”. E poi, “ma si sa cosa dicesse quel report?”. E poi io chiedo “ci sono altre analisi da incrociare?”.
Perotti ci avverte che ciò che realmente diceva quel report di Moody’s è che “il sistema bancario italiano è fondamentalmente stabile, ma se il contagio sui titoli pubblici si dovesse estendere all’Italia, le banche italiane ne risentirebbero pesantemente”. Una conclusione talmente lapalissiana, e direi di valore generale, che non si capisce come possa far scattare alcunché sul mercato. La tesi del giornalista è poi che il mercato abbia reagito alla sostanziale inettitudine delle Autorità, ed abbia venduto non per malvagia (e indefinita) speculazione, bensì perché voleva semplicemente liberarsi di titoli, in specie bancari, di cui disconosceva il valore. Ne viene fuori insomma che sparare, come continua a fare l’informazione pubblica nonostante le precisazioni di Perotti, su agenzie di Rating e Hedge Fund è errato. Quanti lo sanno, quale telegiornale ha smentito “l’attacco speculativo partito da Moody’s”?
Ma perché tutto questo? Forse perché Perotti svolge il suo ruolo di giornalista mentre per lo più il giornalismo è un ripetitore di ciò che la gente vuol sentire, perché il vulgo vuole solo un nemico facile da identificare e lontano da sé, e questo può essere utile a chi non vuol far vedere la realtà, e la realtà potrebbe essere quella di una paura crescente sul comparto bancario, magari innescato dai timori su un debito sovrano italiano contagiato dalla crisi greca, di cui le banche sono grandi detentori.
Quindi si potrebbe pensare che l’inaridimento dell’obbligazionario, quella grande contrazione degli scambi di titoli di Stato che da varie parti viene indicata, sia il vero problema che le Autorità, BCE in particolare, intendono risolvere, il che significa salvare le capacità di spesa & indebitamento degli Stati nonché i bilanci bancari (vista così, i disordini in Grecia potrebbero rappresentare l’insofferenza all’ennesima socializzazione delle perdite bancarie).
Abbiamo sviscerato il problema? No. Questa ricostruzione presuppone che sussista un problema rilevante sulla solvibilità dei PIGS più Italia (con estensione dei problemi bancari ad esempio alla Francia in quanto gran detentore di debito spagnolo). Ma quel famigerato report di Moody’s non ha segnalato niente di particolare, anzi sembra aver messo il Paese dei Cachi su una posizione relativamente “buona” rispetto agli altri (Riolfi, sempre Sole24Ore, suggerisce di leggere a pag.8 del report). Serve altro.
E altro ci arriva dal paper di Cecchetti Mohanty e Zampolli, dove si vedono molte cose interessanti (ad esempio un abbozzo di analisi di scostamento tra tasso di interesse naturale e monetario da cui segue una dinamica insostenibile del debito… uno scampolo di busines cycle austriaco, direi) ma in particolare questo messaggio: il problema demografico è un problema comune, i welfare occidentali non sono sostenibili, con i piani di rientro annunciati fino a un mese fa i debiti pubblici restano su una china crescente se non esplosiva (per il 2040 si vede un debito/PIL al 150% per la Germania, 180% per la Spagna, 250% per la Francia, 280% per la Grecia, 300% per gli USA, 400% per il Regno Unito) eccetto per l’Italia (stabilizzantesi sul 100%)! Con queste proiezioni si spiega l’enfasi sul contenimento della spesa pubblica ed i nuovi piani adottati da Portogallo, Spagna, e Francia, oltre che quanto nelle intenzioni del nuovo Governo inglese.
Ma se questa è la situazione (prospettica), siamo sicuri che debba essere l’Italia sotto pressione? Probabilmente il suo status di principale emittente (attuale) di debito pubblico nell’area euro la rende più prona a subire le conseguenze dell’inaridimento generale dell’obbligazionario, ma è pur vero che si tratta di una situazione contingente in una cornice che in pochi anni potrebbe ribaltarsi in una posizione di relativa (è sempre una lotta tra maiali) “forza” dell’Italia, il che deve pesare, e non poco, sulla valutazione del debito a più lunga scadenza. Sicuramente, se tutto questo è giusto, c’è intanto da superare la prossima manciata di anni, ma certamente è più facile “salvare” ora una Grecia e creare liquidità per l’Italia, che “salvare” tra cinque/dieci anni mezza Europa! E il problema sarebbe il debito italiano?
Tutto questo non significa quel che qualche nano va cianciando da anni: le cose per l’Italia erano e restano messe male, ma semplicemente gli altri non stanno necessariamente meglio e forse in futuro staranno peggio. Se a voi consola che un tedesco si trovi peggio di un italiano che già fa fatica, affari vostri, personalmente mi tocca il mio “livello assoluto” e non quello “relativo”, e non la vedo bene bene per il futuro. Ma qui si discute di debito governativo, non di tutta l’economia, ed in tal senso la dinamica italiana (salvo il caveat a più breve termine) è quasi “rassicurante”.
Ma se questo è vero, le banche italiane non hanno tutto questo problema sul portafoglio; allora come sono venuti fuori questi “fugoni”? In poche parole il mio dubbio: non è che è stato tutto un polverone per nascondere l’uscita delle “mani forti” da un settore che quest’anno annegherà nelle insolvenze (come più volte prospettato su IHC)? Mah… in fondo all’ultimo giro di rating hanno tirato giù perfino Intesa Sanpaolo, e c’è qualche banca con rating BBB- cioè a un passo dal rango di “spazzatura”; vorrà dire qualcosa?
E Moody’s non ha parlato particolarmente male dell’Italia, ma questo è quanto la maggior parte di voi ha sentito diffondere; vorrà dire qualcosa?

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silvano Says
Mai post fu più tempestivo:
http://oddo.blog.ilsole24ore.com/finanza_e_potere/2010/05/banche-37-miliardi-di-incagli-pendono-come-la-spada-di-damocle-sui-maggiori-gruppi-creditizi.html
May 25th, 2010 at 5:34 pm