Ma Sì! Taglia! Tanto che Ti Frega?
November 7th, 2008 by Leonardo
Su Giornalettismo.com è stato pubblicato il pezzo "Che si fa oggi? Mah, tagliamo un po’, poi si starà a vedere", una veloce digressione sulle motivazioni dietro il taglio del Refi di ieri e su alcune possibili incoerenze logiche sul piano delle attese di inflazione.
Guardando gli aggregati monetari che sono più vicini al medium utilizzato per le transazioni, come base monetaria, depositi "veloci" e credito, la quantità di "moneta" cresce in Europa sempre ben oltre le prospettive di crescita dell’attività economica (viste a zero), e a meno di una nuova bolla e vittime sacrificali ad hoc (o cancellazione per default di moltissima liquidità mondiale), questo dovrà comportare inflazione per tutti.
Resta da ripetere che la politica monetaria è ormai inefficace per la ripresa economica (al massimo è utile per i bilanci bancari), e questo si vede anche dal fatto che l’attuale curva dei tassi è ben diversa da quella del settembre 2006 quando il Refi era giù al 3,00%; più precisamente i tassi a breve sono più alti (segno evidente di tensione da fine-ciclo, come spesso ripeto qui), e quelli a lunga più bassi (scontando una corposa recessione e relativa politica monetaria stimolante, efficace o meno che sia). Situazioni diverse chiamano soluzioni diverse, e non questo assurdo incaponirsi delle Banche Centrali. Sì, tassi più bassi potranno aiutare i debitori come i mutuatari, ma questo equivale a salvare chi, debitori e banche, ha lavorato male e operato scelte sbagliate, senza una "ripulitura" del mercato e quindi senza creare spazio per una nuova operatività a favore di soggetti più "virtuosi", che siano consumatori con i piedi per terra o imprenditori con idee valide e coerenti.
Questo è il mio avvertimento: si sta creando una rete di salvataggio per una situazione insostenibile facendola pagare ai più, si sta immobilizzando il capitale nelle forme meno efficienti non rendendolo disponibile a chi saprebbe "farlo rendere" meglio; questa non è la via alla soluzione della crisi e alla ripresa economica, questa è la via alla giapponesizzazione dell’Europa.


John Christian Falkenberg Says
E ci stiamo andando accompagnati da tutta la banda musicale, con nani e giullari ad applaudire.
I media ed i politici, corresponsabili della crisi, adesso accusano la politica monetaria ed il “mercato”, dopo averli magariosannati, ma senza averli mai capiti.
Nel frattempo si preparano ad un ritorno alle nazionalizzazioni in massa dei settori in difficoltà, dimostrando di non avere imparato nulla.
Nov 8th, 2008 at 8:33 am
libertyfighter Says
A meno che, Falkemberg, non abbiano valutato che la nazionalizzazione e la sovietizzazione dell’intero mondo, a loro (i politici) tutto sommato fa comodo..
Nov 8th, 2008 at 1:07 pm
Leonardo, Ihc Says
Già
in pochi sono veramente stupidi
di solito molti sono solo opportunisti
Nov 10th, 2008 at 9:34 am
Luc Says
Domanda, c’è un’altra alternativa? se si quale?
Personalmente ho sempre difeso la linea coerente e indipendente della Bce nella prima parte della crisi; ad oggi tuttavia non mi sento di criticarla (per il fatto che abbia tagliato..), perchè la situazione è molto complicata ed i setteri dell’economia sono diversi. Inoltre ricordo che la BCE non ha un principio politico su cui basare le proprie decisioni, bensì un trattato da rispettare, trattato che per prima cosa insiste molto sull’avere un’inflaizione in un intorno del 2% nel medio periodo, Solo a questo deve rispondere…. e se si vanno a leggere le stime per il prossimo anno non siamo molto distanti…
Nov 15th, 2008 at 12:13 am
Leonardo, Ihc Says
Certo: abolire le banche centrali.
Nov 17th, 2008 at 1:35 pm
Strababaus Says
ah ecco la tua risposta…iperinflazione quindi?per tutti?
e noi dell’economia reale che conseguenze avremo?
Nov 19th, 2008 at 11:30 am
Leonardo Says
Dear Strababaus,
da parte mia, le grosse iniezioni di liquidità effettuate sono foriere di fenomeni iperinflativi, soprattutto se si continua a spingere anche sul lato della spesa pubblica.
Esiste però un altro problema, che è quello del nascondere le perdite nei bilanci delle aziende, costringendo quindi allocazioni inefficienti di capitale in imprese che in realtà distruggono valore, cosa che ha contribuito in Giappone a stagnazione con deflazione.
L’effetto netto credo dipenda dalle direzioni che ha preso il credito eccessivo negli ultimi anni e da come si comporterà la spesa pubblica.
“noi” dell’economia reale avremmo da “guadagnare” se i prezzi stornassero un po’, anche se significherebbe una riduzione del reddito generale, quindi qualcuno starà comunque “male”. Una fase di iperinflazione credo sarebbe negativa per tutti (salvo qualche commerciante e proprietari di case), e comunque uan fase recessiva ci tocca.
Nov 26th, 2008 at 9:37 am