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LaMiaDestra Hackerato!

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August 1st, 2008 by Leonardo

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Il simpaticone che ha attaccato IHC ora se la prende con LaMiaDestra. Chiaramente tutto questo in nome della "libertà di espressione".

Una ragione in più per capire dove sta davvero la libertà, e per capire che le parole sono usate alquanto arbitrariamente da chi poi professa e pratica violenza.

Lasciamo perdere le parole, guardiamo i fatti, come cerchiamo di fare io, LaMiaDestra, LibertyFirst, Usemlab, e tanti altri amici sinceramente "liberali" in senso proprio.

LaMiaDestra riprenderà il controllo del suo sito. La libertà non si zittisce.

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4 Responses to “LaMiaDestra Hackerato!”

  1. 1

    Nailor Says

    Purtroppo sono i classici “incidenti di percorso”. Ci sarà sempre qualcuno che tenterà di toglierci la libertà, l’importante è non demordere!
    ;)

  2. 2

    prometeo Says

    A me continuano a “sparire” post particolari… in cui si parla di Draghi. E ogni volta che mando una email con qualcosa che riguarda Draghi la mia casella di gmail diventa inaccessibile per 48 ore.

    Vista l’aria che tira… non sono sicuro di voler fare l’eroe… e fare la fine di Prometo per davvero.

    Il regime è palese.

    Secondo la legge noi tutti che alimentiamo questi blog siamo criminali penali e secondo il Patriot Act siamo terroristi.

    La storia non l’hanno mai fatta gli eroi… Per me il blog è uno strumento per tracciare un percorso di libertà.

    Ma la libertà è strettamente individuale. Non esiste libertà per un popolo o per una nazione. Socialmente siamo tutti schiavi dell’imperatore, privatamente possiamo avere degli spazi di libertà.

    In bocca al lupo a “la mia destra”.

  3. 3

    Nailor Says

    @Prometeo: è proprio per questo che io ho trasferito tutto su uno spazio privato (prima ero su Wordpress).

  4. 4

    prometeo Says

    Eh lo so Nailor,
    ma anche su uno spazio privato sei attaccabile comunque. Ti possono crackare il record DNS, ti possono bucare il server web, come fecereo per IHC.
    Ed inoltre… se lo spazio è privato, lo devi pur ospitare in una Nazione sottomessa alla legge di quel paese.
    In quale nazione lo mettiamo un sito che secondo la legge è un reato penale e secondo un altra è una raccolta di materiale sovversivo e quindi terrorista?
    Ancor più… se te lo metti in casa.
    Internet c’è “data” quasi gratis per essere tracciabili.
    Putroppo credo che cambiare piattaforma non ci aiuti…
    Internet è il “memory hole” di Orwell. Ogni cosa lascia traccia, ogni cosa viene copiata e conservata. Tutte le traccie digitali sono sempre accessibili e gli autori sempre rintracciabili.
    Tempo fa arrivai al numero civico dello stabile da cui postavo commenti sul blog, semplicemente usando pingback.

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