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Inflazionismo Frazionario Questo?

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June 18th, 2010 by Leonardo

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di Leonardo, IHC


Partendo la lavoro di Bagus ho esposto alcuni ragionamenti (qui e qui) che a parer mio vanno a indebolire la presunzione di pericolosità della riserva frazionaria. Le reazioni dei siti “adiacenti” a IHC sono state un po’ violente e fuori luogo perché per Bagus stesso l’introduzione di una riserva bancaria al 100% sui depositi a vista non risolverebbe la fragilità del fiat ciclo, riconosciuta nell’insostenibilità del time mismatching tra attivo e passivo bancario (mismatch sospinto dal moral hazard indotto dalle autorità statali). Inoltre la “trasformazione delle scadenze” operata dalle banche ha una profonda natura imprenditoriale data dalla ricerca di un time matching sostanziale, non formalmente osservabile e assicurabile, in cui la riserva frazionaria (a certe condizioni) rompe solo formalmente questo coordinamento.

Richiamo ora l’ultimo articolo sulla differenza tra shock e ciclo [LINK]: perché un fattore dia luogo a un ciclo occorre che consista in un intervento sistematico volto a deviare in modo continuativo il percorso dell’economia, così che si accumulino squilibri che necessariamente esploderanno in un ritracciamento dell’economia stessa. Il singolo shock estemporaneo comporta solo un adattamento del percorso dell’economia sui nuovi fondamentali, per definizione senza costruire spinte di segno opposto.


Prendiamo un’economia con sistema monetario aureo e assenza di nuove estrazioni di oro: con i dovuti tempi questo si stabilizzerà in un sistema di prezzi relativi che riflettono la tecnologia e i valori riconosciuti ai vari beni e servizi in considerazione della loro conseguente catena di beni di ordine superiore, un sistema di tassi di interesse che riflettono il valore riconosciuto al tempo, e un armonioso coordinamento tra gli schemi di produzione (beni di consumo o beni capitali) e gli schemi di domanda, in modo che il risparmio possa coprire il finanziamento delle produzioni capitali più lontane dal consumo. Se improvvisamente viene trovato un nuovo giacimento di oro, quindi nuova moneta, il sistema subirà uno shock (si altera sicuramente la capacità di domanda nominale di produzione e l’offerta di fondi), ma questo avvierà un ciclo? Io direi di no. Se nel frattempo non sono cambiate né la tecnologia né le preferenze degli operatori, l’unico equilibrio possibile dovrà essere con le precedenti quantità reali prodotte e richieste, con gli stessi tassi di interesse, ma con livello generale dei prezzi più alto in proporzione alla nuova disponibilità di moneta. Questo non vuol dire assolutamente che da un giorno all’altro l’economia nominale “shifta” lasciando invariata quella reale (nemmeno un monetarista direbbe una cretinata simile), perché all’inizio le modalità di immissione della nuova moneta nell’economia perturberanno di sicuro i prezzi relativi e i tassi. Ma ad immissione completata e piena diffusione realizzata (quindi dopo del tempo e un percorso “non smooth”) dobbiamo aspettarci che la invariata capacità produttiva, le invariate preferenze di consumo e l’invariato tasso di preferenza temporale comandino una organizzazione dell’economia uguale a quella di partenza; dato però che le “pretese” su una produzione reale stabile sono aumentate, avremmo una svalutazione della moneta, quindi un rialzo dei prezzi proporzionale alla nuova moneta immessa.

Se un sistema a-flazionato non fosse, a parità di condizioni reali, capace di ritrovare la sua struttura ottimale, dovremmo ammettere l’inutilità di una qualsiasi ricerca o lotta per una moneta “sana e onesta” e cadrebbe ontologicamente tutto l’austrismo. Escludo inoltre che il sistema possa presentare equilibri multipli à la Black: il tasso di preferenza temporale comunque comanda i tassi di interesse, e questi il rapporto tra risparmi consumi e investimenti (gli equilibri multipli di Black possono esistere solo perché il tasso fondamentale non è di mercato, ma fissato esogenamente dalla Banca Centrale quindi senza relazione con le preferenze temporali). Ritengo resti molto poco spazio per una molteplicità di strutture economiche di equilibrio diverse.


Possiamo considerare adesso un’economia con moneta fiduciaria garantita interamente da oro, il gold standard, quindi con una moneta non inflazionabile. Nel caso aumenti la disponibilità di oro tutto funziona come già detto sopra. Ma suppongo adesso che l’oro non aumenti e venga invece introdotta la riserva frazionaria. Con un coefficiente di riserva obbligatoria del 5% (e supponendo che le banche la sfruttino per intero e che nessuna moneta d’oro resti tesaurizzata), le banche complessivamente avranno riserve auree per l’iniziale somma M e depositi a vista per 20M. Accettando la posizione dei “mainstream austriaco” per cui i depositi a vista sono “moneta” che immediatamente “reclama merci e servizi” si conclude che la riserva ha creato dal nulla una “inflazione x20” stravolgendo l’economia. Ma per quanto detto prima, se così resta la situazione il sistema sta registrando la stessa cosa di un incremento x20 dell’oro in un sistema monetario aureo: esauriti gli effetti di iniezione e diffuso l’incremento monetario (eliminate cioè le differenze di accesso alla nuova moneta) dovranno prevalere le caratteristiche della produzione e le preferenze temporali, con l’unico effetto residuo di un rialzo generale dei prezzi quale dimostrazione della svalutazione della moneta (nel sistema aureo si ha più oro contro stessa merce, qui più depositi contro stessa merce e stesso oro che è riferimento monetario ma non moneta in sé). In assenza di ulteriori perturbazioni esogene, il sistema avrà solo cambiato numerario. Se questo suona un po’ “monetarista” non posso farci nulla (leggetevi questo vecchio pezzo, e per stupirvi ancora meno considerate questo paper). Certamente questo gold standard diventa instabile se il coefficiente di riserva viene “a forza” ridotto in via progressiva (creando così un flusso crescente di mezzi di pagamento che distorce sistematicamente l’economia con gli effetti che ben sappiamo) oppure incrementato (costringendo l’economia a fasi deflative che possono far da detonatore al bust caricato dal precedente inflazionismo).

Lo stesso discorso di stabilità vale anche per un sistema di mera fiat money in cui la Banca Centale non possa incrementare la Base Monetaria (e quindi potremmo anche fare a meno di qualsiasi Banca Centrale), e certo è che, in quest’ultima cornice, se la Banca Centrale incrementasse la Base Monetaria di una quantità ΔM si otterrebbe un effetto sui depositi di 20ΔM, quindi l’effetto di un inflazionismo (cioè incremento sistematico) viene moltiplicato dalla riserva frazionaria ma non ne è da questa causato!

Ma questo fa tornare la discussione su un piano proprio dei padri dell’austrismo: monetariamente rileva la stabilità dell’aggregato (che permette il calcolo economico) e non il suo livello assoluto (che “a bocce ferme” stabilisce solo il numerario). Tra l’altro già Wicksell dimostrò, isolando i soli fattori monetari, che dopo un temporaneo shock inflativo il sistema tornerà ai precedenti caratteri reali con i tassi al livello naturale ma con un livello dei prezzi diverso.


Questo è il mio punto di arrivo. Nel nostro sistema di fiat money il problema non è il livello dei mezzi di pagamento (moneta sonante, frusciante, e depositi a vista), in quanto lo shock da moltiplicatore si è già prodotto in passato, bensì il perdurante inflazionismo (sistematico) sulla Base Monetaria, la grandezza su cui si piramida il moltiplicatore. Tutto questo è semplicistico: si trascurano molti aspetti dell’endogeneità monetaria che si manifesta in un moltiplicatore non stabile pur nella stabilità del coefficiente; si trascura il ruolo delle coperture statali sul settore bancario che incitano a sfruttare quasi tutto il moltiplicatore possibile (questi elementi per certi versi deporrebbero per la necessità addirittura di una riserva libera ma con rischio di illiquidità e insolvenza pienamente sulle banche); inoltre si trascurano i paralleli tra depositi a vista e credito passando per la comunanza del time mismatch. Ma tutto questo serve per isolare, con la terminologia del mio precedente articolo, ciò che è shock (il coefficiente) da ciò che è ciclo (l’inflazionismo).


Di tutto questo si potrebbe discutere molto e con profitto, se solo gli austrofili non si scontrassero con le altre scuole come tra Guelfi e Ghibellini, e tra loro come tra Guelfi Bianchi e Guelfi Neri.

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12 Responses to “Inflazionismo Frazionario Questo?”

  1. 1

    saldisaldi Says

    Una sola domanda:
    come si giustifica, se si giustifica ed a mio avviso non si giustifica, la riserva frazionaria con uno dei capisaldi liberali e libertari ovvero la difesa della proprietà privata ?

  2. 2

    libertyfirst Says

    Si giustifica considerandola un contratto creditizio tra adulti consenzienti.

  3. 3

    saldisaldi Says

    Dovresti sapere che tutti i depositanti NON SONO A CONOSCENZA che il loro denaro è prestato per N volte ad altri clienti di tutto il sistema bancario e che un giorno potrebbero non riuscire a rientrare in possesso del medesimo semplicemente perchè non c’è più.

  4. 4

    libertyfirst Says

    Che io sappia, tutti conoscono come funziona una banca. E tutti sanno che la banca può fallire, ma questo non influenza la sicurezza dei loro depositi a meno che non fallisca l’assicuratore dei depositi, cioè lo stato italiano.

    Non esiste nessuna ignoranza riguardo i principi di funzionamento del sistema bancario: nessuno crede che i soldi rimangano nei forzieri.

    Inoltre le banche non prestano N volte i loro depositi. Prestano 1-1/N volte i loro depositi, cioè quasi tutti. Il processo che va dal prestito della singola banca alla creazione multipla di offerta di depositi non dipende dalla singola banca, ma è cumulativo.

  5. 5

    saldisaldi Says

    Ma dai !?!
    Ma davvero credi che la gente sappia che i loro denari sono, di fatto, divenuti proprietà della banca che li presta a destra ed a manca sapendo che potrebbe benissimo non restituirglieli ?
    I miei soldi, cerco di tenerli il meno possibile depositati nel conto bancario, anche a costo di percepire una remunerazione sensibilmente minore, ma quante persone lasciano i loro soldi depositati in conti correnti e depositi a risparmio di vario tipo, credendo di poterne disporre sempre e comunque ?

  6. 6

    Leonardo, IHC Says

    Carissimo SaldiSaldi,
    ma tu, prima di Usemlab, pensavi davvero che la banca facesse solo un lavoro di custodia? Anche se dici sì non ci credo però… Sul fatto che la gente non sappia, io non ne ho trovati; che nel contratto sia previsto il passaggio della proprietà è un fatto; che la banca debba pagarti un interesse, per quanto minimo, perché LEI fa da deposito e basta, fa ridere anche mia sorella.

    In ogni caso, io ricevo una somma in prestito, che diventa MIA, e decido di riprestare questa somma; come si giustifica, se si giustifica ed a mio avviso non si giustifica, obbligare a non prestare una quota di quella somma con uno dei capisaldi liberali e libertari ovvero la difesa della proprietà privata?

  7. 7

    saldisaldi Says

    Credo che la maggior parte delle persone non sappiano neppure di cosa stiamo parlando.
    Io non ho mai lasciato sul conto più dello stretto necessario per riprelevarlo nel giro di pochi giorni/settimane tramite bancomat ed ho sempre consigliato così, in verità poco ascoltato.
    Io credo che se la gente capisse questo, nessuno lascerebbe i propri soldi sul conto della banca liberi di essere girati nella proprietà di altri in cambio di qualche euro di interesse: come minimo una cosa del genere meriterebbe di essere menzionata a caratteri cubitali nel contrattodi apertura conto, ma non mi risulta.

  8. 8

    Leonardo, IHC Says

    La maggior parte non sa assolutamente cosa sia la riserva frazionaria, e nemmeno che la propria moneta è il risultato di una circolazione. Ma a loro in fondo non deve fregare, perché loro hanno le cartamoneta in mano, la infilano sul conto e sanno che da lì non la perdono (vedi garanzie), e ci prendono un interessino (ora almeno); a livello micro questo devono sapere e in base a questo agiscono. Siamo noi che ci spippiamo la mente per capire se questi passaggi micro fanno parte di un quadro macro molto diverso.

    Ci sono anche articoli del codice; l’ignoranza della legge non scusa. Solo che da come parli sembra che la gente creda che le banche fanno beneficenza, secondo loro che soldi prestano?

  9. 9

    saldisaldi Says

    Semplicemente non si rendono conto che i loro denari,nominalmente sempre disponibili,vengono prestati a termine.

  10. 10

    Leonardo, IHC Says

    già
    come molti altri non si rendono conto che mentre loro tirano via i loro depositi, ci sono altri invece che ridepositano altrettanto…

  11. 11

    il monitore libertario Says

    una cosa e’ il loan banking, un’altra e’ il deposit banking. nel primo caso i soldi vengono dati alla banca, per farci quello che vuole come vuole–investirli, e la banca e’ impegnata a restituirli alla scadenza del prestito (a termine) che il depositante le fa in cambio di un interesse (inferiore a quello che lei ottiene da colui il quale ha prestato a sua volta i soldi o del rendimento dell’investimento). nel rapporto di c/c (on demand) il contratto con la banca impone che la banca me li renda **non appena li chiedo** ed io pago per il servizio di “custodia” (o la banca pur di averli per poterci piramidare sopra con il meccanismo della riserva frazionaria mi paga un “interesse”). ma questo non e’ sempre possibile nel caso della riserva frazionaria perche’ i miei soldi vengono prestati ad altri (oltre a costituire la base della piramide nella misura del moltiplicatore dei depositi). due depositanti avrebbro quindi titolo allo stesso denaro, allo stesso tempo e questo e’ legalmente impossibile e fraudolento. rothbard docet. (http://www.lewrockwell.com/rothbard/frb.html)

  12. 12

    Leonardo, IHC Says

    E infatti io non sono d’accordo con Rothbard, e il fatto che la banca paga i soldi a me in forza di un articolo che dice che lei “assume la proprietà della somma” indica che io non sono un depositante ma un creditore di un prestito e ho un diritto a ritirare il mio credito e sono nel caso cavoli della banca che dovrebbe detenere riserve liquide appunto per questo.

    E io voglio essere libero di dissentire da Rothbard senza che appaia sempre qualcuno a rompere le scatole con la solita storiella imparata a memoria per dirmi che è più figo ganzo o austriaco di me o che io sono un deviato dal mainstream. Non accetto dogmi. Punto.

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