Forse alla BCE Sono Bravi
May 26th, 2010 by Leonardo
“Bravi” nel senso più comune in ambito economico, cioè capaci di trovare nuove soluzioni in situazioni eccezionali, artigiani della politica monetaria, nell’ottica mainstream di una Banca Centrale che “sorvegli e aggiusti” l’economia (non certo in un’ottica austrofila in cui il primo errore di una Banca Centrale è di esistere).
Personalmente non ho ribaltato il mio giudizio sulla politica monetaria, però l’ultima trovata di emettere titoli di deposito della BCE utilizzabili come collateral potrebbe nascondere una bella intuizione. Phastidio lo definisce, con qualche ragione, un gioco delle tre carte; io proverò a inventarmi invece una strategia ragionevole (thanks to Cavalieri61 per la segnalazione).
Il problema visto dall’occhio di Phastidio è come segue:
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la BCE crea moneta che va alle banche: inflazionismo;
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le banche comprano depositi a tempo, una settimana nel caso, sempre presso la BCE: sterilizzazione del precedente inflazionismo;
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la BCE prende tali depositi come collateral per successivi finanziamenti alle banche: re-flazionismo.
Phastidio ammonisce che con questo giochino la BCE non sterilizza un bel nulla, fa uscire dalla finestra moneta che si era ripresa dalla porta. E in effetti il giro descritto dice proprio questo, solo che mi sembra fin troppo ridicolo, troppo stupido per essere vero anche se di mezzo c’è uno di nome Gigì (Trichet).
La mia supposizione è che richiamando la moneta emessa attraverso depositi a tempo (pur con scadenza breve come una settimana) la BCE intanto cominci a stornare un po’ di soldi fermi “a vista” nella deposit facility (la facility rende lo 0,25%, i depositi a una settimana lo 0,28%, e se già il primo rendimento stimolava il parcheggio di liquidità figuriamoci il secondo), rendendone i tempi di smobilizzo più controllabili (da “vista” a “termine”). La possibilità di accettare tali depositi come collateral (denaro a garanzia di denaro, non fa ridere?) equivale a una liquidazione (magari parziale) di somme vincolate e, a meno che tali operazioni non siano liberamente attivabili (il che renderebbe tutta la questione stupida come detto sopra) questo comporta un ulteriore grado di controllo sulla liquidità bancaria. In altre parole la BCE prima liquida cose come i titoli di Stato greci in quanto collateral di un finanziamento iniziale, facendo così migliorare la qualità dell’attivo bancario, e poi getta l’esca dei depositi prendendo un pur minimo controllo sui tempi di rimessa in circolo della nuova moneta (a scadenza, o prima attraverso finanziamenti garantiti dai depositi stessi). Se la BCE spostasse il grosso di forse trecento miliardi di euro di deposit facility in questi depositi a termine, potrebbe decidere se assecondare immediatamente le volontà “espansive” del sistema bancario, o modularle, oppure imporre il rispetto della scadenza del deposito tarpando le spinte inflazionistiche e guadagnando qualche giorno per modulare successive aste settimanali o straordinarie.
Insomma la BCE può, con questo gioco, decidere se e quanto sterilizzare sulla creazione di moneta, oltre che assumere un po’ di controllo sulle tempistiche della circolazione monetaria (prospettiva di exit strategy). Non escludo che questo possa di riflesso diventare uno strumento di contenimento delle ondate di liquidità sui mercati finanziari (uno strumento di controllo sugli effetti collaterali dell’inflazionismo, o re-flazionismo, il caso di una “politica ancora espansiva con bolle sedate con nuovi strumenti” preannunciata su IHC a fine 2009 quale scenario per il 2010) benché attualmente il problema sembri stare più nella “fuga” da certi mercati (e questo dà da pensare).
Forse non è solo un gioco delle tre carte, prospetticamente parlando, e non so se sia peggio.


Prometeo Says
Bravo Leo!
Cominci a parlare come uno stratega
May 28th, 2010 at 12:36 pm
Leonardo, IHC Says
Ahahahah
Cerco di offire visioni diverse, se no di che sa IHC?
May 28th, 2010 at 5:23 pm