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	<title>Comments for Ideas Have Consequences</title>
	<link>http://ideashaveconsequences.org</link>
	<description>Yes, we definitely think they do...</description>
	<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 07:38:34 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Comment on Gli Incroci della Storia e il Ruolo della Cultura (parte I) by Biagio Muscatello</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94510</link>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 21:02:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94510</guid>
					<description>Sulla questione, che avete tirata fuori, della moneta.
In Capitalismo, Socialismo e Democrazia, la moneta non è in gioco; e non è in gioco nemmeno nella critica di Hayek.
Quella è un'altra storia, che discuteremo, parlando di altri testi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla questione, che avete tirata fuori, della moneta.<br />
In Capitalismo, Socialismo e Democrazia, la moneta non è in gioco; e non è in gioco nemmeno nella critica di Hayek.<br />
Quella è un&#8217;altra storia, che discuteremo, parlando di altri testi.
</p>
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	<item>
		<title>Comment on Gli Incroci della Storia e il Ruolo della Cultura (parte I) by Biagio Muscatello</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94508</link>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 20:54:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94508</guid>
					<description>Il primo commento di Silvano è perfetto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo commento di Silvano è perfetto.
</p>
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	<item>
		<title>Comment on Gli Incroci della Storia e il Ruolo della Cultura (parte I) by Biagio Muscatello</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94507</link>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 20:53:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94507</guid>
					<description>Schumpeter sa benissimo quello che dice; ma è un provocatore.
Egli non mette mai in discussione le leggi esatte di Menger. Ma, agli occhi di Mises, ha fatto degli errori capitali:
1) Rimane sempre influenzato dal convenzionalismo di Mach (le teorie devono servire a qualcosa, devono essere utili; un atteggiamento simile a quello di M. Friedman).
2) E' molto attento alla storia a) non solo della teoria economica ma anche b) dell'economia.
3) Vede in Marx degli aspetti interessanti: a) la dinamica interna del sistema economico e b) il fatto che vi sia un rapporto tra sfera economica e altri aspetti dell'attività sociale.
4) Sostiene che i cicli appartengono alla natura dell'economia. E per comprendere i cicli, bisogna studiare i dati empirici. Certo, i dati sono sempre raccolti in base a criteri di ordinamento; ma non si possono fare ipotesi sul nulla. 

Il giudizio di Hayek è più attento ai meriti di Schumpeter. Certo, non può accettare che si parli di logica economica nella pianificazione socialista.

Questa è una prima risposta a Leo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Schumpeter sa benissimo quello che dice; ma è un provocatore.<br />
Egli non mette mai in discussione le leggi esatte di Menger. Ma, agli occhi di Mises, ha fatto degli errori capitali:<br />
1) Rimane sempre influenzato dal convenzionalismo di Mach (le teorie devono servire a qualcosa, devono essere utili; un atteggiamento simile a quello di M. Friedman).<br />
2) E&#8217; molto attento alla storia a) non solo della teoria economica ma anche b) dell&#8217;economia.<br />
3) Vede in Marx degli aspetti interessanti: a) la dinamica interna del sistema economico e b) il fatto che vi sia un rapporto tra sfera economica e altri aspetti dell&#8217;attività sociale.<br />
4) Sostiene che i cicli appartengono alla natura dell&#8217;economia. E per comprendere i cicli, bisogna studiare i dati empirici. Certo, i dati sono sempre raccolti in base a criteri di ordinamento; ma non si possono fare ipotesi sul nulla. </p>
<p>Il giudizio di Hayek è più attento ai meriti di Schumpeter. Certo, non può accettare che si parli di logica economica nella pianificazione socialista.</p>
<p>Questa è una prima risposta a Leo.
</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Comment on Lo Stato Non È un&#8217;Azienda&#8230; Magari! by Biagio Muscatello</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/lo-stato-non-e-unazienda-magari/leo#comment-94500</link>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 18:24:16 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/lo-stato-non-e-unazienda-magari/leo#comment-94500</guid>
					<description>Uno Stato che amministra direttamente il 54% del prodotto nazionale non è un'azienda?
Proprio il fatto che vi siano 'amministratori' pubblici che non si pongono il problema dell'efficienza del loro operato, spiega l'entità del debito pubblico, il livello di tassazione, etc.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Uno Stato che amministra direttamente il 54% del prodotto nazionale non è un&#8217;azienda?<br />
Proprio il fatto che vi siano &#8216;amministratori&#8217; pubblici che non si pongono il problema dell&#8217;efficienza del loro operato, spiega l&#8217;entità del debito pubblico, il livello di tassazione, etc.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Comment on Gli Incroci della Storia e il Ruolo della Cultura (parte I) by Silvano</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94178</link>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:07:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94178</guid>
					<description>Hayek "dirigista" mi sfugge...

L'Hayek di Prezzi e Produzione e degli anni '30 è interessato all'idea di una moneta "neutrale". E' immerso in un dibattito a cui hanno contribuito anche Wicksell, Myrdal, Fisher, e altri a vario titolo, con varie tesi ed in momenti diversi nella ricerca di una qualche regola di policy monetaria. Ma in ogni caso si muove ancora essenzialmente all'interno di una prospettiva "sistemica"* all'interno della quale l'esistenza di un delle banche centrali non è mai messa in discussione in termini radicali à la Rothbard.
L'idea di un NGDP targeting o di una productivity-rule cerca un endorsment negli scritti di Hayek di quegli anni, ancora lontani dalla "rivoluzionaria" proposta di denazionalizzare la moneta.

Ovviamente tirando fuori Hayek mi hai esposto al fuoco del sommo professor Muscatello e quindi ho dovuto fare un post extralarge...

*Nota (sempre per non essere bastonato dal prof.): Sì, ha una view positiva - seppur con alcune riserve - sulla proposta di Simons e della scuola di Chicago a proposito della riserva bancaria intera sui depositi ma la considera di improbabile attuazione (Prezzi e Produzione) e nel 1936 è relatore della dissertazione dottorale di V. Smith "The Rationale of Central Banking and the Free Banking Alternative", un testo importante per i sostenitori del free banking. Nonostante questa "empatia" verso tesi liberiste poco ortodosse credo sia corretto dire che tra l'Hayek accademico negli anni dell' "alta teoria" e l'Hayek della "denazionalizzazione della moneta" vi sia ancora un percorso che, quando Schumpeter scrive CSD, deve essere ancora in buona parte compiuto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hayek &#8220;dirigista&#8221; mi sfugge&#8230;</p>
<p>L&#8217;Hayek di Prezzi e Produzione e degli anni &#8216;30 è interessato all&#8217;idea di una moneta &#8220;neutrale&#8221;. E&#8217; immerso in un dibattito a cui hanno contribuito anche Wicksell, Myrdal, Fisher, e altri a vario titolo, con varie tesi ed in momenti diversi nella ricerca di una qualche regola di policy monetaria. Ma in ogni caso si muove ancora essenzialmente all&#8217;interno di una prospettiva &#8220;sistemica&#8221;* all&#8217;interno della quale l&#8217;esistenza di un delle banche centrali non è mai messa in discussione in termini radicali à la Rothbard.<br />
L&#8217;idea di un NGDP targeting o di una productivity-rule cerca un endorsment negli scritti di Hayek di quegli anni, ancora lontani dalla &#8220;rivoluzionaria&#8221; proposta di denazionalizzare la moneta.</p>
<p>Ovviamente tirando fuori Hayek mi hai esposto al fuoco del sommo professor Muscatello e quindi ho dovuto fare un post extralarge&#8230;</p>
<p>*Nota (sempre per non essere bastonato dal prof.): Sì, ha una view positiva - seppur con alcune riserve - sulla proposta di Simons e della scuola di Chicago a proposito della riserva bancaria intera sui depositi ma la considera di improbabile attuazione (Prezzi e Produzione) e nel 1936 è relatore della dissertazione dottorale di V. Smith &#8220;The Rationale of Central Banking and the Free Banking Alternative&#8221;, un testo importante per i sostenitori del free banking. Nonostante questa &#8220;empatia&#8221; verso tesi liberiste poco ortodosse credo sia corretto dire che tra l&#8217;Hayek accademico negli anni dell&#8217; &#8220;alta teoria&#8221; e l&#8217;Hayek della &#8220;denazionalizzazione della moneta&#8221; vi sia ancora un percorso che, quando Schumpeter scrive CSD, deve essere ancora in buona parte compiuto.
</p>
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	<item>
		<title>Comment on Gli Incroci della Storia e il Ruolo della Cultura (parte I) by Leonardo, IHC</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94159</link>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:03:05 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94159</guid>
					<description>Sì ora mi torna... in effetti il socialismo à la Marx/Lenin &#38; soci non ha vinto, però il sistema attuale benché necessariamente ancorato ad uno strato operativo "capitalista" è tutto fuorché capitalismo in senso stretto o "puro", sicuramente anche per i fattori indicati da Muscatello e da te riportati (effetto collaterale della democrazia?).
Il capitalismo non si è estinto (la conclusione "storicista" marxiana e, a prima veloce lettura, Schumpeteriana) ma proprio bene non se la passa.

Cambiando discorso, "l’enunciazione delle proprietà formali di un modello non implica affermazioni sulla realizzabilità del modello" mi manda un'eco delle diatribe austro-Hayekiane sul target di politica monetaria su MV (in pratica il NGDP targeting), per cui a volte (a qualcuno, non a me) sembra essere Hayek il keynesiano che vuol dirigere centralmente la moneta... il che contrasterebbe con la sua stessa critica a Schumpeter.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì ora mi torna&#8230; in effetti il socialismo à la Marx/Lenin &amp; soci non ha vinto, però il sistema attuale benché necessariamente ancorato ad uno strato operativo &#8220;capitalista&#8221; è tutto fuorché capitalismo in senso stretto o &#8220;puro&#8221;, sicuramente anche per i fattori indicati da Muscatello e da te riportati (effetto collaterale della democrazia?).<br />
Il capitalismo non si è estinto (la conclusione &#8220;storicista&#8221; marxiana e, a prima veloce lettura, Schumpeteriana) ma proprio bene non se la passa.</p>
<p>Cambiando discorso, &#8220;l’enunciazione delle proprietà formali di un modello non implica affermazioni sulla realizzabilità del modello&#8221; mi manda un&#8217;eco delle diatribe austro-Hayekiane sul target di politica monetaria su MV (in pratica il NGDP targeting), per cui a volte (a qualcuno, non a me) sembra essere Hayek il keynesiano che vuol dirigere centralmente la moneta&#8230; il che contrasterebbe con la sua stessa critica a Schumpeter.
</p>
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	<item>
		<title>Comment on Gli Incroci della Storia e il Ruolo della Cultura (parte I) by Silvano</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94155</link>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:01:30 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94155</guid>
					<description>Quella di Schumpeter è più una sorta di previsione che una conclusione teorica, una visione su quello che sarà il trend futuro. Come tutte le estrapolazioni poggia su di una analisi del passato. Non credo però la si possa assimilare ad una necessità storica assoluta nel senso marxista del termine o che Schumpeter stia affermando l'esistenza di una inesorabile legge di tendenza storica sulla falsa riga dello storicismo attaccato da Popper.

E comunque gli elementi della diagnosi riportati dal prof.:
– Mancato controllo degli intellettuali;
– Scarsa comprensione di questi dell'ordine economico;
– Critica della proprietà privata e dei valori borghesi;
– «Evaporazione della sostanza della proprietà»;
– Disintegrazione della famiglia borghese;
– Il prevalere di un atteggiamento ostile al risparmio, indice di una filosofia del breve termine
si sono rivelati corretti. Ognuno in modo diverso ha posto delle criticità all'evoluzione del sistema capitalistico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quella di Schumpeter è più una sorta di previsione che una conclusione teorica, una visione su quello che sarà il trend futuro. Come tutte le estrapolazioni poggia su di una analisi del passato. Non credo però la si possa assimilare ad una necessità storica assoluta nel senso marxista del termine o che Schumpeter stia affermando l&#8217;esistenza di una inesorabile legge di tendenza storica sulla falsa riga dello storicismo attaccato da Popper.</p>
<p>E comunque gli elementi della diagnosi riportati dal prof.:<br />
– Mancato controllo degli intellettuali;<br />
– Scarsa comprensione di questi dell&#8217;ordine economico;<br />
– Critica della proprietà privata e dei valori borghesi;<br />
– «Evaporazione della sostanza della proprietà»;<br />
– Disintegrazione della famiglia borghese;<br />
– Il prevalere di un atteggiamento ostile al risparmio, indice di una filosofia del breve termine<br />
si sono rivelati corretti. Ognuno in modo diverso ha posto delle criticità all&#8217;evoluzione del sistema capitalistico.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Comment on Gli Incroci della Storia e il Ruolo della Cultura (parte I) by Leonardo, IHC</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94082</link>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:02:38 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94082</guid>
					<description>Grazie della supercazzola.
Ripeto la domanda: non è che l'analisi di Schumpeter non è una analisi "pura" o "esatta" ma risente in modo determinante del momento storico che Schumpeter stava vivendo (e quindi la sua è una "teoria storica" nel senso di Menger), per cui necessariamente si è prestata alla critica da parte di Hayek?
In altri termini, non è che per una volta Schumpeter in realtà ha fatto cilecca usando un metodo storicista?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie della supercazzola.<br />
Ripeto la domanda: non è che l&#8217;analisi di Schumpeter non è una analisi &#8220;pura&#8221; o &#8220;esatta&#8221; ma risente in modo determinante del momento storico che Schumpeter stava vivendo (e quindi la sua è una &#8220;teoria storica&#8221; nel senso di Menger), per cui necessariamente si è prestata alla critica da parte di Hayek?<br />
In altri termini, non è che per una volta Schumpeter in realtà ha fatto cilecca usando un metodo storicista?
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Comment on Gli Incroci della Storia e il Ruolo della Cultura (parte I) by Silvano</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94074</link>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:34:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94074</guid>
					<description>Quella di Schumpeter è un'analisi non solo economica ma anche storica e sociologica. Il capitalismo (per S.) nasce e muore con la borghesia, i suoi valori ed i suoi "eroi". L'affermazione del capitalismo monopolistico (che in termini più attuali corrisponde alla versione manageriale di questo) riduce agli occhi di Schumpeter l'importanza dell'imprenditore come soggetto motore dello sviluppo economico. La sua sostituzione con delle elites di professionisti "tecnici" ne altera l'essenza. La funzione imprenditoriale e quella manageriale sono due concetti totalmente distinti (questo vale anche per Mises). E sotto il profilo sociologico Schumpeter li identifica in due idealtipi dai caratteri totalmente differenti: tra imprenditore e manager la cesura è netta, mentre tra ruolo manageriale all'interno di un monopolio ed uno direzionale in una grande azienda pubblica vede una linea più continua. Per cui il passagio da un capitalismo manageriale al socialismo può - in linea teorica - avvenire senza neanche grandi sconvolgimenti e senza nemmeno che sia percepito dalle masse come un fenomeno rivoluzionario.
(Mi corregga se sbaglio professore)

Nell'allentarsi del vincolo tra proprietà e controllo e nell'affermarsi di una classe di "possessori temporanei" (i manager) dei mezzi di produzione, il capitalismo perde una parte della sua essenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quella di Schumpeter è un&#8217;analisi non solo economica ma anche storica e sociologica. Il capitalismo (per S.) nasce e muore con la borghesia, i suoi valori ed i suoi &#8220;eroi&#8221;. L&#8217;affermazione del capitalismo monopolistico (che in termini più attuali corrisponde alla versione manageriale di questo) riduce agli occhi di Schumpeter l&#8217;importanza dell&#8217;imprenditore come soggetto motore dello sviluppo economico. La sua sostituzione con delle elites di professionisti &#8220;tecnici&#8221; ne altera l&#8217;essenza. La funzione imprenditoriale e quella manageriale sono due concetti totalmente distinti (questo vale anche per Mises). E sotto il profilo sociologico Schumpeter li identifica in due idealtipi dai caratteri totalmente differenti: tra imprenditore e manager la cesura è netta, mentre tra ruolo manageriale all&#8217;interno di un monopolio ed uno direzionale in una grande azienda pubblica vede una linea più continua. Per cui il passagio da un capitalismo manageriale al socialismo può - in linea teorica - avvenire senza neanche grandi sconvolgimenti e senza nemmeno che sia percepito dalle masse come un fenomeno rivoluzionario.<br />
(Mi corregga se sbaglio professore)</p>
<p>Nell&#8217;allentarsi del vincolo tra proprietà e controllo e nell&#8217;affermarsi di una classe di &#8220;possessori temporanei&#8221; (i manager) dei mezzi di produzione, il capitalismo perde una parte della sua essenza.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Comment on Gli Incroci della Storia e il Ruolo della Cultura (parte I) by Leonardo, IHC</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94067</link>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 12:37:54 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/gli-incroci-della-storia-e-il-ruolo-della-cultura-parte-i/leo#comment-94067</guid>
					<description>"[...] come la fase monopolistica, dimostrando la superiorità organizzativa del big business, ha preso il posto del capitalismo concorrenziale, così la direzione socialista dell’economia, proseguendo lungo la strada tracciata dal capitalismo monopolistico, «può dimostrarsi superiore al capitalismo del genere big business»[...]".
MI colpisce questo passaggio. Quanto, allora, in questo particolare ragionamento di Schumpeter perde lo status di "teoria esatta" (in senso Mengeriano) ed è in realtà e magari all'oscuro dello stesso Schumpeter una "teoria empirica" o più appropriatamente "teoria storica"? Possibile che vi sia alla base un sillogismo su base storica (dalla concorrenza al monopolio, ergo dal capitalismo al socialismo) - quindi possibilmente basato solo su un "incidente storico" o una "fenomeno temporaneo" - che Schumpeter ha scambiato per verita a-storica?
Nel caso la discussione da fare sarebbe molto diversa...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;[&#8230;] come la fase monopolistica, dimostrando la superiorità organizzativa del big business, ha preso il posto del capitalismo concorrenziale, così la direzione socialista dell’economia, proseguendo lungo la strada tracciata dal capitalismo monopolistico, «può dimostrarsi superiore al capitalismo del genere big business»[&#8230;]&#8221;.<br />
MI colpisce questo passaggio. Quanto, allora, in questo particolare ragionamento di Schumpeter perde lo status di &#8220;teoria esatta&#8221; (in senso Mengeriano) ed è in realtà e magari all&#8217;oscuro dello stesso Schumpeter una &#8220;teoria empirica&#8221; o più appropriatamente &#8220;teoria storica&#8221;? Possibile che vi sia alla base un sillogismo su base storica (dalla concorrenza al monopolio, ergo dal capitalismo al socialismo) - quindi possibilmente basato solo su un &#8220;incidente storico&#8221; o una &#8220;fenomeno temporaneo&#8221; - che Schumpeter ha scambiato per verita a-storica?<br />
Nel caso la discussione da fare sarebbe molto diversa&#8230;
</p>
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